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	<title>Commenti a: Una vita in taxi</title>
	<link>http://blog.mandarinaduck.com/una-vita-in-taxi/</link>
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	<pubDate>Sun, 07 Sep 2008 20:10:33 +0000</pubDate>
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		<title>By: Ducky</title>
		<link>http://blog.mandarinaduck.com/una-vita-in-taxi/#comment-127</link>
		<dc:creator>Ducky</dc:creator>
		<pubDate>Fri, 13 Jul 2007 15:41:10 +0000</pubDate>
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		<description>Mentre leggevo il commento ho starnutito...che sia contagioso?! :-o</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre leggevo il commento ho starnutito&#8230;che sia contagioso?! <img src='http://blog.mandarinaduck.com/wp-includes/images/smilies/icon_surprised.gif' alt=':-o' class='wp-smiley' /></p>
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		<title>By: andrea signori</title>
		<link>http://blog.mandarinaduck.com/una-vita-in-taxi/#comment-122</link>
		<dc:creator>andrea signori</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 12 Jul 2007 08:54:03 +0000</pubDate>
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		<description>Come lo capisco.
purtroppo (o per fortuna) non sono in giro quanto il povero Massimo, ma chi viaggia molto per lavoro sa in quali peripezie ci si può imbattere...
L'umidità, per esempio. Nei paesi asiatici vige la buona abitudine di tenere l'aria condizionata a livelli inenarrabili, nonostante la terrificante escursione termica. A Seoul (Corea del Sud) ci sono strade larghe quanto campi da calcio, ed è sconsigliabile attraversarle a piedi (gli automobilisti coreani sono dei pazzi invasati che guidano come se fossero al circuito di prove di Maranello). La soluzione è un normale sottopassaggio, ovviamene "condizionato". Si passa quindi da 38° (se ci vai in agosto, come me) con umidità al 99%,  a 10° (brividi, pelle d'oca e denti che sbattono), per poi risalire a 38°.
Forse i coreani sono abituati, ma io sono tornato a casa con un raffreddore furibondo, e la schiena a pezzi a forza di inchini.
Decisamente preferisco l'Italia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Come lo capisco.<br />
purtroppo (o per fortuna) non sono in giro quanto il povero Massimo, ma chi viaggia molto per lavoro sa in quali peripezie ci si può imbattere&#8230;<br />
L&#8217;umidità, per esempio. Nei paesi asiatici vige la buona abitudine di tenere l&#8217;aria condizionata a livelli inenarrabili, nonostante la terrificante escursione termica. A Seoul (Corea del Sud) ci sono strade larghe quanto campi da calcio, ed è sconsigliabile attraversarle a piedi (gli automobilisti coreani sono dei pazzi invasati che guidano come se fossero al circuito di prove di Maranello). La soluzione è un normale sottopassaggio, ovviamene &#8220;condizionato&#8221;. Si passa quindi da 38° (se ci vai in agosto, come me) con umidità al 99%,  a 10° (brividi, pelle d&#8217;oca e denti che sbattono), per poi risalire a 38°.<br />
Forse i coreani sono abituati, ma io sono tornato a casa con un raffreddore furibondo, e la schiena a pezzi a forza di inchini.<br />
Decisamente preferisco l&#8217;Italia.</p>
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