Un viaggio nel futuro
Nel mio lavoro ho sempre pensato ci sia un componente fondamentale ovvero: “l’amore pionieristico per l’informatica”.
In fin dei conti, quando ho deciso di dedicarmi ai computer è stato anche per sentirmi un po’ come Scotty sull’Enterprise di Star Trek.
Non si può negare che la figura del “mago dei computer” in alcune sue accezioni sia affascinante e modernizzi la figura del pirata (nel senso romantico), del guascone, dello stregone…
Pensiamo a film come: Wargames, Tron, Automan e tanti altre produzioni ricche di personaggi dal tocco magico, in grado di ottenere informazioni connettendosi chissà dove, chissà come, magari collegandosi con un computer qualsiasi e utilizzando trovate alla MacGyver.
Lo ammetto: a volte l’informatico può apparire chiuso in un suo mondo, ermetico, un po’ disagiato, ma la prima versione (anzi.. la 1.0) è decisamente la versione che preferisco.
Occuparsi di informatica in un’azienda come Mandarina Duck vuol dire conoscerne i processi, cercare di aiutare tutte le aree aziendali, dare loro le informazioni necessarie, offrire una soluzione ai problemi.
Ma “l’amore pionieristico”?
Questo entra in ballo ogni volta che ci si trova davanti a un nuovo progetto: ogni volta che viene manifestata un’esigenza bisogna cercare di capire velocemente quale soluzione si possa adottare, valutare se ci sono sul mercato novità che offrano nuovi spunti, comprendere l’impatto della soluzione sulla gestione di tutti i processi collegati.
Immagino non sia affascinante, anzi, ne sono certo. Ma è come intraprendere un viaggio nel futuro per capire se la nostra idea una volta applicata renderà il lavoro migliore, più veloce, più efficiente.
E’ per questo che ogni tanto cerco di immaginarmi il futuro, come se fossimo in un film di fantascienza.
Retail 2037
Grazie alla tecnologia RFID ormai diffusa da più di 20 anni entro in un negozio e subito il sistema centrale riconosce i miei capi di abbigliamento e i miei accessori.
Un sistema di telecamere collegato a un programma capisce subito dai miei movimenti se sono interessato a comprare o se sto solo curiosando, ovviamente il tutto nel pieno rispetto delle nuove norme sulla privacy introdotte nel 2012.
Mi avvicino a un prodotto e non appena lo tocco appare un ologramma che ne descrive le caratteristiche tecniche, per curiosità e per correttezza utilizzo il mio schermo multitouch portatile (evoluzione degli schermi che nel primo decennio del 2000 vennero inseriti su I-Phone o Microsoft Surface) e chiedo informazioni sulla ecocompatibiltà dell’azienda produttrice e sul rispetto del diritto internazionale di collaborazione commerciale(lo storico trattato firmato a Pechino nel 2010 dai rappresentanti di tutti i popoli ).
Come immaginavo, si tratta di articoli realizzati nella salvaguardia dell’ambiente e realizzati in varie parti del mondo. Il sistema segnala 5 stelle, segno che le condizioni dei lavoratori che hanno contribuito alla sua realizzazione sono ottimali.
Una commessa si avvicina per consigliarmi e darmi un saggio della sua abilità di venditrice: mi spiega la funzionalità del prodotto, la sua portabilità e mi fa “toccare con mano” le caratteristiche più interessanti dell’oggetto.
Sorrido, ripensando a quando anni fa si pensò che la vendita potesse essere fatta dalle macchine - brrr… per fortuna certe cose non cambieranno mai.
Mi accorgo che il computer ha scaricato i miei dati autorizzati dal Database Consumatori, la ragazza mi fa notare che un determinato colore si abbina alla maggior parte del mio guardaroba, quindi sarebbe adatto a un uso di tutti i giorni, ovviamente mi chiede subito se invece pensavo a qualche abbinamento particolare.
Sa benissimo che non sono un cliente abituale non avendo ricevuto alcuna informazione sul mio storico degli acquisti.
Le spiego che si tratta di un regalo e le vedo brillare gli occhi: dovrà proprio fare una vendita vecchio stile (l’associazione di tutela dei sentimenti ha vietato severamente nel 2016 di scaricare informazioni per “azzeccare” un regalo. In fin dei conti, penso sia giusto così, anche se avrei evitato qualche figuraccia…).
Pago e subito mi comunicano che qualora io faccia altri 4 acquisti mi verrà recapitato a casa un prodotto costruito ad hoc sui miei gusti, e per un momento mi passa per la testa di fare altri acquisti, ma resisto ed esco per farmi trasportare verso casa dal nastro trasportatore.
Le automobili sono ormai un oggetto da collezione grazie alle fonti di energia rinnovabile diffuse su tutto il pianeta, e mentre osservo la città così cambiata penso che sia stato fatto davvero un grande passo avanti.
Le strade sono piene di persone che passeggiano mentre i vecchi marciapiedi sono diventati nastri trasportatori per chi deve viaggiare in superfice per i brevi tragitti. Abbandono il nastro e decido di fare quattro passi verso casa.
Sono contento e rilassato, pensavo che saremmo andati sempre più veloci lasciandoci stritolare dal sistema che noi stessi stavamo alimentando.
Ora che i diritti e i doveri sono di nuovo a misura d’uomo, ora che la solidarietà non è più un modo rincuorante con cui scaricare la coscienza, ora che l’intrattenimento, lo svago non sono più momenti di sfogo ma di aggregazione, so che la tecnologia non potra più diventare pericolosa, ermetica, alienante…
Ora si, ora mi sento come il vecchio Scotty sull’Enterprise, e se guardo indietro non ho rimpianti.
Peccato solo non poter dire:
Signor Spock: “teletrasporto per due”
…per quello ci vorrà ancora tempo
Technorati Tags: futuro, pionieri informatici, Scotty, Enterprise, Star Trek

22 Settembre 2007 alle 21:14
E’ stato come leggere un racconto breve di fantascienza.
Grazie e complimenti!
24 Settembre 2007 alle 11:50
scoprire come gli argomenti possano spaziare anche in un blog “aziendale” e distrarti piacevolemnte qualche minuto è sempre un piacere…
24 Settembre 2007 alle 15:50
Grazie ragazzi, sono contenta vi sia piaciuto il post
Alla prossima!
28 Settembre 2007 alle 16:50
e pensare che una volta si sfogliava il buon vecchio Postalmarket…
