Si chiude la 64° Mostra del Cinema

Cala il sipario a La Biennale.

64° Mostra del Cinema di Venezia

La 64a Mostra del Cinema di Venezia, si è conclusa sabato sera con una sfilata di star sul red carpet e il solito tourbillon di polemiche, critiche, abiti e pettegolezzi.

Azzeccati i pronostici?

Dopo le discusse 9 ore in “sala del consiglio” i giurati si sono palesati al Palazzo del Cinema con un verdetto molto criticato.

Vittoria all’orientale… annunciata. Il regista taiwanese Ang Lee, dopo il trionfo nel 2005 con il “Segreto di Brokeback Mountain”, si aggiudica il Leone d’Oro per la regia con “Lust, caution”.
Brian De Palma per questa edizione del Festival si è dovuto accontentare: “Redacted”, bellicoso plot ambientato in Iraq conquista soltanto il Leone d’Argento…

Coppa Volpi come migliore attore protagonista (non proprio a sorpresa) all’eroico bandito Brad Pitt alias Jesse James.
Al suo arrivo in laguna si è presentato con un’allure da bel criminale in completo bianco panna e occhiali da sole rigorosamente anti-fotografi. Gesto non molto apprezzato… Che si fosse calato troppo nel personaggio?
Resta, comunque, di tutto rispetto il coraggio di auto-produrre “The Assassination of Jesse James by the coward Robert Ford“, del neozelandese Andrew Dominik, pellicola controversa che narra la cronistoria di un bandito ricercato assurto ad eroe.

Proprio come il suo collega Pitt, Cate Blanchett è una premiatissima assente. L’androgina anti-diva non sbarca nemmeno al lido per presentare “I’m not there” che, nel ruolo di un giovane Bob Dylan, le ha valso la Coppa Volpi. A ritirare il premio, un altro protagonista del film, Heath Ledger che si è presentato in perfetto stile gondoliere, con calzoncini al ginocchio e calzettoni a righe bianche e rosse… Scelta, forse, un tantino troppo cool!

Riflettori puntati anche sulle attrici emergenti.
Dopo aver affidato all’eclettica Ambra Angiolini, neo-laureata attrice da Ozpetek, il ruolo di madrina dell’apertura del festival del Cinema, il Premio Marcello Mastroianni è andato a un’emozionatissima Hafsia Herzi come migliore attrice emergente per La Graine et le Mulet, che ha valso al tunisino Abdellatif Kechiche il Premio Speciale della Giuria.

Purtroppo, si è registrato scarso entusiasmo alla proiezione delle tre pellicole made in italy: “Nessuna qualità agli eroi” di Paolo Franchi, il “Dolce e l’Amaro” di Andrea Porporati e “L’ora di punta” di Vincenzo Marra.
Sarà vero quello che pensa il re del pulp Quentin Tarantino, che il nostro cinema contemporaneo è “deprimente”?
Dichiarazione “ritrattata” dopo la polemica con Stefania Sandrelli, madrina della cerimonia di chiusura, che ha difeso a spada tratta il cinema nostrano.

Goodbye Venezia!

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