Mandarina Duck perchè?
Buongiorno a tutti.
Sono Valeria, segretaria di direzione di uno dei due fondatori di Mandarina Duck: Paolo Trento.
Da più di 20 anni lavoro per quest’azienda e - come si dice - ne ho viste di cotte e di crude. Non sono una grande esperta d’informatica e di Internet, ma sono sempre stata curiosa e con l’aiuto dei ragazzi più giovani che lavorano qui, vi narrerò – a puntate - la storia di Mandarina Duck.
Prima di iniziare il mio racconto, vorrei spiegarvi da dove nasce il marchio Mandarina Duck.
Quando l’azienda si trovava ancora in uno scantinato di Bologna e i prodotti uscivano a marchio Plastimoda, Paolo Trento e Pietro Mannato – i due soci fondatori - avevano una perla tra le mani: Utility, meglio conosciuta come lo “zainetto colorato”, che sarebbe diventato nel giro di qualche anno l’icona di Mandarina.
Proprio in quel periodo decidono di investire in pubblicità e scelgono tra le varie testate moda quella più accreditata: Vogue.
Il primo contatto è con Franca Sozzani, ai tempi una giovane redattrice, e per capire meglio quale fosse il prodotto in questione da pubblicizzare gli chiede un fotocolor – l’antenato delle immagine digitali, una diapositiva che si inviava ai giornali per la pubblicazione -, all’epoca Paolo e Pietro avevano ben chiaro dove volevano arrivare, ma erano inesperti e i soldi scarseggiavano, e non si erano attrezzati con il materiale giusto.
La Sozzani, allora, manda a Bologna un fotografo di Vogue: Giorgio Bonazzi, che instaura fin da subito un ottimo rapporto con Plastimoda.
Il signor Trento gli mostra la coloratissima collezione Utility e gli descrive per filo e per segno le caratteristiche dei suoi prodotti di quello che al momento era un prodotto innovativo: nuovo materiale, vivacità, unicità, viaggio, internazionalità ecc.
Secondo Giorgio il nome non è azzeccato: “ Plastimoda? Non va bene, sembra un’azienda di prodotti per neonati, lasciatemi un po’ di tempo e vi creo un nome nuovo più accattivante” E così fu: Paolo e Pietro affidano immediatamente a “Giorgione” lo studio del nuovo logo. Dopo una settimana il fotografo torna con un quadretto su cui ha dipinto un’anatra colorata e campeggia il logo “Anatra Mandarina”. Giorgio inizia a tessere le lodi di questa anatra che proviene da lontano ovvero delle rive del fiume Ussuri, al confine tra Russia e Cina. E’ molto colorata ed è un grande nuotatrice e viaggiatrice, e soprattutto è un’anatra monogama e quindi molto fedele.
Paolo e Pietro si innamorano all’istante dall’anatra Mandarina, ma per rendere il tutto più adatto al sogno, optano per il nome inglese: Mandarina Duck sarà il nuovo marchio internazionale dei prodotti di Plastimoda.
Il passo successivo è la prima campagna stampa realizzata da Giorgione per pubblicizzare l’Utility su Vogue. Giorgio a quell’epoca non aveva una sua agenzia di pubblicità grazie alla sintonia nata con Mandarina decide di dedicarsi a quest’attività.
Questo è solo l’inizio di un connubio che durerà molti anni…
Technorati Tags: Mandarina Duck, Corporate Blog, Nascita Brand

21 Aprile 2007 alle 11:46
Bella idea!! Ci pensavo da un bel pò sul perchè molte aziende non web 2.0 core business non iniziano a comunicare con la propria clientela e non tramite il blog… bene andate avanti così!!
21 Aprile 2007 alle 12:36
Osservatrice del fenomeno “nuova” comunicazione B2C. Si ritiene vincente, nel presente, la comunicazione via web, soprattutto con piene potenzialità future per la comunicazione fra cliente e azienda. Credo sia importante che la comunicazione sia biunivoca (B2C-C2B), non univoca… Il lettore in rete che legge la storia del brand a cui è fedele, a cui ha intenzione di fidelizzarsi o di cui è semplicemente curioso-informato non è un lettore\possibile fruitore (cliente) che sta comunicando con l’azienda..è un semplice fruitore di informazioni..
Un pò di sano buzz marketing per il blog, post attuali e soprattutto targetizzati (la vostra clientela è di ambo i sessi, fascia di età a cui vi rivolgete, stile di vita dei consumatori che potrebbero rivolgersi al marchio Mandarina Duck etc…), notizie interessanti sulle tendenze, in giro.. anche fuori dal territorio italiano, curiosità di vario interesse culturale\attualità\moda.. tutto ciò che non può crearsi e trovarsi altrove, in modo da creare interesse e formare una community, attiva e vincente per l’azienda…poichè questa potrà usufruire di un ottimo laboratorio reale e vivente di esperienze, esigenze, idee e movenze degli attori sociali…. noi, coloro che hanno bisogni,desideri e che le aziende dovrebbero supplire\esaudire…
In bocca al lupo…
24 Aprile 2007 alle 15:45
Ottima analisi, Allefer, anche se ho dovuto rileggerla un paio di volte perché troppo “pregna”
Hai colto molto bene ciò che vogliamo fare: Duck Side non vuole essere solo per fan di Mandarina o fashion victims. Cercheremo di coinvolgere tutti, maschietti e femminucce, con la massima apertura alla parte C2B (su questa ci dovete dare una mano voi…).
Grazie del commento e crepi il lupo!
26 Aprile 2007 alle 23:22
Da studente di economia e appassionato web apprezzo molto questa iniziativa! Penso che creare un blog aziendale sia un ottima inizitiva per creare trasparenza, curiosità e fedeltà attorno alla marca! Complimenti e un grosso in bocca al lupo! MAtteo
P.S. Aspetto la seconda puntata!
29 Aprile 2007 alle 10:48
bella idea , aprirsi atutti con semplicità, dare la possibilità di partecipare , di esserci, leggere ,scrivere, pensare insieme, essere positivi e soprattutto dare la possibilità di respirare un’aria ricca di idee costruttive ,insomma potrei dire “un manuale” di formazione alla conoscenza
saluti magici Pina
5 Maggio 2008 alle 19:10
Ciao sono un’insegnante e partecipo al progetto impresa in azione di junior achievement Milano con la mia classe abbiamo inventato e realizzato due nuovi prodotti mi piace molto il vostro blog e credo che anche noi oltre al sito ne faremo uno per pubblicizzare la nostra azienda creata dagli studenti.
Ciao Lucia
27 Novembre 2008 alle 11:41
Ciao!
Si può vedere la prima pubblicità del mitico zainetto utility in Vogue?
Grazie
Manu