In viaggio tra le contraddizioni di Hong Kong
Spesso vado a Hong Kong per lavoro. Ogni volta che arrivo vengo investito da un’atmosfera affascinante e al contempo terrificante di una città piena di contraddizioni.
Le contraddizioni si sprecano; puoi riempirti gli occhi di spettacolari paesaggi con una natura tropicale o trovarti di fronte enormi ammassi di cemento che si allungano verso il cielo. Puoi vedere un cielo terso (magari subito dopo un tifone) o passare giorni senza vedere il sole
Quando atterrate ad Hong Kong, dimenticatevi per un attimo di essere europei o americani e lasciatevi invadere dalla vita di questa città, dalle sue ferree regole, dai suoi ritmi, dai suoi odori, e dalle sue persone.
Emissioni gassose, rumori gastrointestinali si mischiano a ristoranti da 7 stelle, a Rolls Royce affascinanti, a Ferrari appena sfornate da Maranello.
Tra le acque paludose capita di intravedere strane specie marine, che sembrano frutto di mutazioni genetiche. Le spiagge di giorno sono quasi deserte e i pochi bagnanti completamente vestiti… L’abbronzatura in oriente non è uno status symbol, ma ad appannaggio delle classi più umili che lavorano i campi. Gli altri preferiscono “prendere la luna” o fare un bagno by night, per mantenere la pelle di porcellana. E’ sconcertate e al tempo stesso stupefacente vedere le spiagge illuminate a giorno con i bagnanti intenti a passeggiare, a giocare con la sabbia, a parlare.
Poi ci sono i quartieri, ognuno dei quali è noto per alcuni elementi caratterizzanti.
Tsim Sha Tsui è un guazzabuglio di viuzze, gente indaffarata, merce di ogni tipo. Tra i negozi di antiquariato e di medicina cinese del quartiere sembra di essere a Hollywood quando si cammina lungo la copia cinese del Walk of Fame, che, in questo caso, viene chiamata la Via delle Stelle.
Occhio alla bigiotteria! Nei mercati si trovano Rolex e portachiavi d’oro a prezzi inadeguati, solo leggermente inferiori a quelli originali.
Per mangiare un ottimo Chiu Chow spesso vado Kowloon City, ottima cucina asiatica con un buon rapporto qualità-prezzo. Anche se nel periodo di Carnevale, una bistecca mi è costata 200 euro, a causa di un’inspiegabile impennata dei prezzi.
A Wyndham street accanto a locali in stile occidentale si trovano tipici ristoranti “members only”, come il giapponese Rava dove mi è capitato di incontrare i volti noti della Cina che conta.
A Suhaila si trova di tutto, ma raramente ho incontrato cinesi nativi. La mia interprete mi ha raccontato che preferiscono prendere l’aereo e spostarsi a Singapore piuttosto divertirsi nella loro città.
Oppure, se volete gustarvi un aperitivo o cena senza necessariamente stancarvi con la ricerca, passate all’Intercontinental, proprio sulla via delle Stelle: alle 20.00 ottima frittura giapponese con spettacolo delle luci offerto dalla città di Hong Kong. Vi assicuro sarà una serata indimenticabile.
Lo shopping è sicuro solo a Soho tra i celebri marchi della moda internazionale. Grazie al cambio favorevole, a Hong Kong si fanno buoni affari con le scarpe sportive, quelle a marchio americano hanno spesso il 50% off rispetto al prezzo di listino.
Anche gli articoli hi-tech e la telefonia di marca sono particolarmente convenienti. Sony rilascia la garanzia anche se non acquisti al duty free.
Attenzione al fake commerce, fenomeno legalizzato da queste parti.
A Natale mi è capitato di comprare qualche souvenir per amici e parenti e ho dovuto barcamenarmi tra merce falsa o non “di stagionissima”. Per evitare banali cadute di stile, ho comprato solo prodotti tipici: bottoni orientali di tutte le fogge.
E voi siete mai stati in Cina?
