Anni ’70: un inizio in grande stile
Dopo essere riusciti in qualche modo a racimolare i soldi e le persone per soddisfare le ingenti richieste del Mipel, si apre per Paolo e Pietro una stagione di grandi cambiamenti e successi.
Era la fine degli anni ’70, l’azienda aveva appena lanciato Utility e scelto Mandarina Duck come nome per i suoi prodotti.
Per vendere i propri prodotti avevano salutato definitivamente chi si occupava di chincaglieria a favore dei grossisti di pelletteria. Non contento, Paolo decise di sperimentare una nuova strada e di andare a contattare di persona i negozianti. Iniziò dalla Toscana. Alcuni di loro non conoscevano nemmeno il marchio però si interessarono subito ai nuovi materiali e alle forme inedite dei prodotti. Dopo aver riscosso successo a Prato, Montecatini e in altre città toscane, Paolo decise che questo metodo poteva essere vincente. Per la prima volta in Italia un’azienda di moda decise di assumere degli agenti stipendiati che ricevevano una piccola percentuale sul venduto.
Il primo ad essere assunto fu un campione regionale dei 100 metri al quale fu affidato il Nord Italia. Per il Sud si decise di lavorare ancora per un po’ con i grossisti.
Paolo quell’anno era stato in vacanza in roulotte e questa nuova esperienza di viaggio gli era rimasta nel cuore. Così decise di realizzare il primo show-room nomade. Vuotarono la roulotte e la riempirono di borse.
Mi diverto sempre molto ad ascoltare Paolo e Pietro che ricordano il clamore che fecero a Milano quando si presentarono insieme all’agente in Piazza Duomo con la roulotte.
Paolo assegnò così le varie regioni a vari agenti, tenendosi in carico la Toscana per riuscire a continuare ad avere il polso della situazione.
Insieme a Giorgio avevano anche studiato una comunicazione innovativa e coordinata: pagina pubblicitaria e vetrina avevano la stessa immagine.
Le vetrine di Mandarina sono ricordate da tanti: erano colorate e piene di creatività. Innovativa una delle prime che realizzarono in uno dei templi della pelletteria romana di allora, Ceresa.
Allestirono lo spazio a disposizione con una bicicletta olandesina su cui spiccava una borsa della nuova collezione. Per terra vicino alla bici un mucchio di borse rosse. Per questo primo allestimento insieme a loro c’era un aiutante che diventerà il loro primo visual merchandiser.
Tutte le commesse dei negozi si innamoravano di lui. Non si poteva non notarlo era particolarmente bello e viaggiava su un van Bedford furgonato dipinto con colori vivaci- un po’ in stile californiano- su cui era ripetuto parecchie volte il nome Mandarina.
La cosa che colpiva di più era comunque la scritta sulla parte frontale del van: Mandarina scritto al contrario proprio come sulle autoambulanze… idea di Paolo e di Giorgione
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25 Giugno 2007 alle 16:56
interessante, ma non si possono vedere alcune foto?
Sarebbe bello vedere la roulotte in piazza del duomo, o il van colorato con il visual merchandiser
Ma mi sa che all’epoca non c’erano le digitali!!!
26 Giugno 2007 alle 01:04
Ciao! ho accolto la tua mail ,passerò molto volentieri ancora nel tuo blog! grazie per i complimenti, davvero troppo gentile!!!! un bacio^^
Ele^^